Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano un nuovo modello per promuovere e agevolare la transizione ecologica. Il loro sviluppo sul territorio nazionale favorisce l’economia locale, l’occupazione e, soprattutto, il processo di abbattimento della CO2.
L’Italia si sta già muovendo verso il traguardo 100 CER sul territorio nazionale. La strada da percorrere è ancora lunga, tuttavia le realtà locali si stanno attivando per raggiungere l’obiettivo decarbonizzazione entro il 2030.
Le CER, quindi, possono realmente essere la carta vincente per avvicinarsi a una transizione ecologica che sembra, adesso, ancora lontana. Come ANCENE, desideriamo spiegare il ruolo decisivo che le comunità energetiche rinnovabili hanno nell’abbattimento della CO2.
Energia e obiettivi comuni
Le CER sono associazioni volontarie che coinvolgono diversi soggetti, pubblici e privati, basate sulla produzione e sull’autoconsumo di energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili comuni. I vantaggi di questi modelli di sviluppo sostenibile riguardano 3 aree principali:
- Economia
- Sociale
- Ambiente
Se, da una parte, le CER portano un risparmio e guadagno economico e una maggiore aggregazione della comunità locale, dall’altra, gli aspetti più importanti riguardano i benefici ambientali. Grazie all’utilizzo di impianti di energia rinnovabile, infatti, il contributo al raggiungimento dell’obiettivo abbattimento CO2 è reale e tangibile.
Risultati reali e misurabili
L’innovazione tecnologica attuale offre l’opportunità di adottare sistemi sempre meno inquinanti e più efficienti. Le comunità energetiche, basandosi su impianti di energia sostenibile, sfruttano appieno questo potenziale.
I risultati di tale strategia, difatti, sono reali e anche misurabili. Per esempio, una famiglia di 3 persone consuma mediamente 2.300 kWh di energia all’anno. Ogni kWh prodotto da combustibili fossili emette nell’aria circa 0,53 kg di CO2. È facile intuire che, utilizzando energia proveniente da fonti rinnovabili, si può evitare l’emissione di oltre 1 tonnellata di CO2.
Inoltre, grazie ai contributi a fondo perduto stanziati dal PNRR, oggi è possibile ammortizzare i costi sia dell’impianto sia di installazione. In questo modo, anche le realtà più piccole con bassa disponibilità economica possono istituire una CER e godere dei numerosi vantaggi ambientali ed economici che ne derivano.
Scenari futuri con le CER
L’istituzione delle comunità energetiche come strategia di sviluppo sostenibile è in ritardo. Attualmente, si contano in tutta Europa solo 9.000 CER, di cui 35 sono già operative nel nostro paese, secondo i dati del 2022.
Tuttavia, l’Italia si sta già muovendo per allinearsi completamente alla normativa europea: la RED II. Una delle missioni che questa si pone è il raggiungimento, entro il 2030, del 32% di consumo elettrico da fonti rinnovabili.
Il pieno recepimento della Direttiva RED II, infatti, apre un nuovo scenario sull’obiettivo decarbonizzazione: si stima un abbattimento di CO2 pari a oltre 47,1 milioni di tonnellate. Oltre al beneficio ambientale, se ne stima anche uno economico di circa 1,5 miliardi di euro.
“L’obiettivo decarbonizzazione è un obbligo etico e morale che abbiamo verso il nostro pianeta.”
Scopri le comunità energetiche rinnovabili con ANCENE
Le CER possono essere la carta vincente nell’abbattimento della CO2 e, in generale, nella grande sfida della transizione ecologica. Se vuoi saperne di più, mettiti in contatto con noi.
