Le comunità energetiche rinnovabili si basano sulla condivisione di risorse e obiettivi comuni. Per questo, l’aggregazione è un aspetto fondamentale all’interno di esse.
Difatti, le CER possono essere definite come vere e proprie azioni collettive, il cui fine ultimo è quello di agevolare la transizione energetica del nostro paese.
Oltre ai vantaggi sociali, far parte di una CER ha anche dei benefici economici. In quanto ANCENE, desideriamo illustrarti il valore dell’aggregazione nelle comunità energetiche rinnovabili e quali ruoli svolge.
Benefici e sviluppo sociale
Le CER sono modelli di comunità improntati sulla promozione della sostenibilità ambientale e sulla collaborazione attiva. Farne parte, quindi, equivale appartenere a un gruppo in cui si condividono valori comuni.
Le comunità energetiche sono anche un valido strumento per agevolare lo sviluppo sociale del territorio. Sono tante le realtà locali in cui, grazie all’istituzione di una CER, è stato possibile offrire condizioni migliori ed eque anche a quella fetta di popolazione in situazioni di disagio economico o sociale.
L’aggregazione fra più soggetti, inoltre, riguarda sia i partecipanti privati – i singoli cittadini – sia le istituzioni del territorio, come scuole, enti ecclesiastici e attività commerciali, poiché tutti possono prendere parte a una CER. Per questo motivo, far parte di una comunità energetica aumenta il senso di appartenenza al gruppo.
Perseguimento di obiettivi e valori comuni
Come abbiamo visto, il valore dell’aggregazione ha diverse sfaccettature di natura sociale. Tuttavia, è bene ricordare che le comunità energetiche nascono come strategie di sviluppo sostenibile. In questo senso, l’aggregazione che deriva dall’appartenere a una CER è funzionale al perseguimento di determinati obiettivi strategici e ambientali.
Difatti, le comunità energetiche sono state istituite con l’attuazione della direttiva RED II. Quest’ultima rientra in un piano ben più ampio: l’obiettivo vincolante dell’Unione Europea predisposto con l’Agenda 2030.
L’obiettivo sopra citato richiede ai membri UE di rendere i loro sistemi energetici, entro il 2030, sostenibili e accessibili a tutti. Lo scopo delle CER è esattamente questo: mettere a disposizione di chiunque decida di prenderne parte un impianto di energia sostenibile, garantendo sgravi fiscali e nessun vincolo di tempo.
Benefici economici della condivisione
Oltre ai vantaggi sociali derivanti dall’appartenere a un gruppo che condivide valori ed energia, l’aggregazione crea anche diversi benefici economici. Quest’ultimi riguardano sia i costi di creazione dell’impianto sostenibile sia le tariffe di dispacciamento per i singoli partecipanti che usufruiscono dell’energia prodotta.
Chi fa parte di una CER, infatti, può accedere a una tariffa incentivante: si tratta di uno sconto sul costo dell’energia che può arrivare fino a 100euro/MWh e che è usufruibile per un periodo di 20 anni. Inoltre, grazie all’iscrizione al GSE, è possibile immettere nella rete energetica il prodotto in esubero e inutilizzato.
L’energia in eccesso può essere riutilizzata nei momenti di necessità, come nei casi degli impianti fotovoltaici che funzionano solo nelle ore di sole, diminuendo ulteriormente i costi in bolletta. In conclusione, l’aggregazione nelle comunità energetiche ha un grande valore sociale, economico e, soprattutto, ambientale.
“Nelle comunità energetiche, i valori dell’aggregazione e della collaborazione diventano virtù.”
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Abbiamo visto insieme come l’aggregazione sia un tema fondamentale all’interno delle CER e i diversi benefici che ne derivano. Se vuoi saperne di più, mettiti in contatto con noi.
