Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è un progetto promosso nel 2021 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo è uno strumento di controllo degli obiettivi, delle risorse e degli investimenti che il paese vuole realizzare con l’utilizzo dei fondi europei.
Il PNRR rientra in un progetto di rilancio economico ben più ampio: il Next Generation EU, nato come strumento temporaneo di ripresa economica europea, in risposta alle conseguenze disastrose dell’emergenza epidemiologica COVID-19.
La Next Generation UE si focalizza su 4 priorità, fra cui anche la transizione ecologica, che viene poi concretizzata attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In qualità di ANCENE, desideriamo illustrare le missioni e i finanziamenti previsti dal PNRR e fare chiarezza su come questi possano essere utilizzati nella creazione delle comunità energetiche rinnovabili.
Missioni e componenti del PNRR
Il PNRR è articolato in 16 componenti principali, raggruppati, a loro volta, in 6 missioni. Queste ultime definiscono i settori in cui il piano prevede di erogare dei progetti di investimento.
- Missione 1 – digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
- Missione 2 – rivoluzione verde e transizione ecologica
- Missione 3 – infrastrutture per una mobilità sostenibile
- Missione 4 – istruzione e ricerca
- Missione 5 – coesione e inclusione
- Missione 6 – salute
Tante delle missioni previste riguardano gli aspetti della sostenibilità e della transizione ecologica. Proprio per questo motivo, le comunità energetiche sono una strategia di sviluppo sostenibile di alto interesse all’interno del PNRR.
Rivoluzione e transizione ecologica: gli investimenti previsti
Le comunità energetiche sono uno strumento potentissimo per sostenere la transizione ecologica. Inoltre, offrono anche l’opportunità di un guadagno economico. Per questi motivi, i criteri ESG trovano una maggiore applicabilità nelle CER. Le comunità energetiche rinnovabili, infatti, sono un modello di produzione, consumo e sviluppo sociale sostenibile.
Per fare un esempio: un investitore può avere molto interesse a finanziare un progetto che preveda l’installazione di impianti fotovoltaici all’interno di una CER. In questo modo, chi investe può sia ricavare un ritorno economico, tramite la vendita dell’energia prodotta in esubero, sia contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio. In questo caso, l’investitore diventa un producer.
Risvolti futuri dei criteri ESG nelle comunità energetiche
Il grande interessamento per la questione ecologica è dato, da una parte, dalle opportunità di sviluppo e innovazione territoriale, dall’altra, dalla volontà, da parte del Governo, di accompagnare l’Italia in una transizione ecologica equa e inclusiva. Nel documento ufficiale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, questo intento risulta molto chiaro:
“Nel pianificare e realizzare la transizione, il governo intende assicurarsi che questa avvenga in modo equo e inclusivo, contribuisca a ridurre il divario Nord-Sud, e sia supportata da adeguate politiche di formazione. Vuole valorizzare la filiera italiana nei settori dell’agricoltura e dell’alimentare e migliorare le conoscenze dei cittadini riguardo alle sfide e alle opportunità offerte dalla transizione.”
Per questo motivo, i finanziamenti previsti per la realizzazione della Missione 2 del PNRR sono superiori rispetto alle altre. Il 59,46% dei 191,5 miliardi previsti dal Piano, infatti, ricopre gli interventi di transizione ecologica e di sviluppo sostenibile.
CER e finanziamenti del PNRR
La Missione 2 del PNRR ha previsto degli incentivi completamente dedicati alle CER. Per facilitare la creazione delle comunità energetiche rinnovabili, infatti, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha stanziato un finanziamento pari a 2,2 miliardi.
Si tratta di un incentivo a fondo perduto, che copre il 40% dei costi totali e che è possibile richiedere fino a giugno 2026. Tuttavia, ci sono alcuni limiti: il contributo è rivolto solo ai Comuni sotto i 5.000 abitanti ed è necessario che la CER sia già costituita al momento della richiesta.
L’agevolazione è applicabile sia per la realizzazione di nuovi impianti di energia rinnovabile sia per il miglioramento di quelli già esistenti, per una potenza complessiva di almeno 2 GW. Inoltre, il contributo è anche cumulabile con la tariffa incentivante. In conclusione, il PNRR offre una grande opportunità per prendere parte, ora, alla transizione ecologica.
Scopri le comunità energetiche rinnovabili con ANCENE
I contributi a fondo perduto previsti dal PNRR sono un’occasione straordinaria per chi desidera istituire una CER nel proprio Comune. Se vuoi saperne di più su come richiedere queste agevolazioni, mettiti in contatto con noi.
