Le normative che disciplinano le comunità energetiche e il loro funzionamento hanno subito diverse modifiche nel corso degli anni. A partire dal 2018, infatti, sono state varate diverse leggi sia a livello nazionale sia europeo.
La norma di riferimento in fatto di CER, in Italia, è il decreto-legge 162/2019 Milleproroghe, convertito in Legge n. 8/2020. Quest’ultimo, mette in atto la più ampia Direttiva Europea n. 2001, conosciuta come RED II.
Nel corso del tempo, la normativa ha subito alcune integrazioni: per questo motivo, può essere difficoltoso comprendere a quale legge fare riferimento in caso di creazione di una CER. Qui, come ANCENE, desideriamo esplorare e fare chiarezza sul quadro normativo che regolamenta le comunità energetiche.
Le CER in Italia: il decreto Milleproroghe
L’articolo 42-bis del decreto-legge Milleproroghe è attualmente la normativa principale di riferimento a livello nazionale nell’ambito delle CER. Tale legge rende operativa la Direttiva Europea RED II e fornisce le linee guida per la creazione di una comunità energetica. Il decreto-legge stabilisce che:
- l’obiettivo della comunità energetica è quello di fornire benefici ambientali, economici e sociali
- la partecipazione è aperta a tutti e su base volontaria
- la CER può essere costituita da persone fisiche, enti locali, PMI e amministrazioni comunali
La normativa chiarisce, inoltre, che i membri partecipanti mantengono comunque i loro pieni diritti di scelta: ciò significa che si può uscire dalla comunità energetica e scegliere un fornitore tradizionale in qualsiasi momento.
Prospettive UE: la Direttiva Europea
In generale, una direttiva UE è un atto giuridico che stabilisce un obiettivo che i paesi membri dell’Unione devono perseguire e raggiungere entro un certo periodo di tempo. Per quanto riguarda le energy community, la comunità europea si è espressa attraverso la Renewable Energy Directive Recast del 2018. Conosciuta anche come RED II, tale atto pone l’obiettivo generale di ridurre le emissioni di almeno il 40% rispetto al 1990 ed entro il 2030.
Le direttive stabiliscono gli obiettivi senza porre dei limiti per quanto riguarda i mezzi con cui realizzarli. In Italia, lo strumento scelto per raggiungere lo scopo è il decreto-legge Milleproroghe sopra citato.
La direttiva, inoltre, riconosce una serie di diritti per gli aderenti a una comunità energetica e prevede il sostegno finanziario per la produzione e il consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili. In questo senso, la Direttiva Europea RED II desidera agevolare la transizione energetica degli stati UE garantendo dei benefici economici e ambientali a chiunque voglia prendere parte a una CER.
Nuovi requisiti per le CER e aggiornamenti normativi
Le normative e direttive appena citate sono da considerarsi le linee guida per la creazione di una comunità energetica. Per quanto riguarda i requisiti, grazie al decreto legislativo 199/2021, rispetto al 2019 sono diventati meno rigidi. Difatti, attualmente è possibile creare una CER con:
- impianti dalla potenza complessiva fino a 1 MW
- collaborazione territoriale anche fra 3 o 4 comuni connessi alla stessa cabina
- inclusione degli impianti già esistenti alla data di entrata in vigore del decreto legislativo
Rimangono invariati, invece, i meccanismi di tariffa incentivante e di scambio sul posto. Insomma, grazie ai nuovi aggiornamenti legislativi, unirsi alle tante realtà già esistenti sul territorio italiano è ancora più semplice.
“Grazie ai finanziamenti e agli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, oggi è facile godere dei vantaggi economici e ambientali delle CER.”
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In questo articolo abbiamo fatto una panoramica del quadro normativo per quanto riguarda le CER in Italia. Se vuoi saperne ancora di più, mettiti in contatto con noi.
