Le comunità energetiche rinnovabili sono associazioni volontarie di autoconsumo e hanno diversi benefici ambientali, sociali ed economici. Far parte di una CER, dunque, è un ottimo modo per inquinare di meno e anche risparmiare in bolletta.
C’è anche un altro vantaggio: con l’iscrizione al GSE, l’energia prodotta in esubero e immessa nella rete energetica produce un valore economico. Quest’ultimo è rimborsato ai partecipanti della CER a cadenza semestrale.
Inoltre, grazie ai fondi europei erogati dal PNRR, anche i costi per la creazione della CER e l’installazione dell’impianto di energia sostenibile sono notevolmente ridotti. In quanto ANCENE, desideriamo chiarire i principali meccanismi di risparmio e guadagno derivanti dall’appartenere a una CER.
Risparmio sui costi di installazione degli impianti
Le comunità energetiche rinnovabili si basano sull’utilizzo di impianti di energia sostenibile, come pannelli fotovoltaici, pale eoliche o centrali idroelettriche. Si tratta di tecnologie relativamente recenti e, per questo motivo, spesso costose.
Per incentivare la creazione delle CER e ammortizzarne i costi, l’Unione Europea ha stanziato una serie di contributi a fondo perduto dedicati alla transizione ecologica. Queste agevolazioni sono illustrate nel PNRR e sono usufruibili dai comuni con meno di 5.000 abitanti che scelgono, entro il 2026, di creare una CER.
Si tratta, dunque, di una grande opportunità per le piccole realtà cittadine interessate ai vantaggi economici e ambientali che offrono le energie rinnovabili. Andiamo a vedere gli altri modi di ottimizzare i consumi e anche guadagnare con le comunità energetiche rinnovabili.
Autoconsumo per risparmiare in bolletta: la tariffa incentivante
Grazie all’autoconsumo, i costi in bolletta possono decisamente ridursi. Per esempio, nel caso delle CER con pannelli fotovoltaici, in estate è possibile quasi azzerare i costi.
Nei momenti in cui l’impianto è inattivo, come la sera oppure in inverno quando le giornate diventano più corte, si può utilizzare l’energia precedentemente immagazzinata e immessa nella rete elettrica. In questi casi, si attiva la tariffa incentivante.
Si tratta di una forma di agevolazione fiscale riconfermata dal decreto Milleproroghe del 2019 che, per incentivare l’autoconsumo, prevede uno sconto sul costo dell’energia utilizzata. La tariffa incentivante, attualmente pari a circa 0,15 centesimi per kWh, ha la durata di 20 anni.
Guadagnare con le energie green: lo scambio sul posto
Chi prende parte a una CER, inoltre, gode di un altro tipo di meccanismo incentivante. Difatti, attraverso lo scambio sul posto, è possibile vendere i surplus energetici prodotti dall’impianto ad altri consumatori.
Questo permette di creare un vero e proprio conto energetico e di ricavare, così, un guadagno economico. Il rimborso dell’energia venduta avviene 2 volte all’anno ed è corrisposto dal Gestore Servizi Energetici (GSE).
Inoltre, anche i cittadini privati possessori di un impianto di energia rinnovabile possono attivare lo scambio sul posto. In tal caso, prendono il nome di prosumer: ovvero persone che sono sia produttori di energia sia consumatori.
“Le comunità energetiche rinnovabili fanno bene all’ambiente e favoriscono l’equità sociale: tutti possono prenderne parte e godere dei loro benefici economici.”
Scopri le comunità energetiche rinnovabili con ANCENE
Far parte di una CER ha vantaggi sociali, ambientali e anche economici. Oltre al risparmio in bolletta, difatti, è possibile anche guadagnare vendendo, a terzi, l’energia prodotta in esubero dal proprio impianto. Se vuoi saperne di più, mettiti in contatto con noi.
